Il Vescovo Oscar Cantoni incontra la cooperativa Si Può Fare
Lo scorso 4 giugno il vescovo ha voluto incontrare operatori e volontari della cooperativa, celebrando la S. Messa nella chiesa di Muggiò.
Riportiamo il bell’articolo che Il Settimanale ha riservato a questo incontro.
«Mi è ancora ben chiaro il ricordo di Roberto Bernasconi ed Enrico Fossati quando, durante un consiglio dell’Associazione Ozanam, buttarono sul tavolo l’idea di fare una cooperativa che avesse a cuore la situazione lavorativa delle persone. Bastarono poche settimane e il 13 aprile 2013 ci si trovò davanti al notaio».
Stefano Novati, presidente della cooperativa Si Può Fare di Como ricorda la genesi di questa realtà sociale del territorio in occasione di un momento speciale: la S. Messa celebrata dal cardinale Oscar Cantoni, nella chiesa di Muggiò, lo scorso 4 giugno.
Un momento in cui il Vescovo ha voluto incontrare operatori e volontari della cooperativa nata oltre dieci anni fa da un’intuizione degli allora vertici di Caritas diocesana e associazione Ozanam.
«In questi anni – spiega Novati – abbiamo costruito insieme una realtà che non solo offre servizi, ma che rappresenta, e lo dico con un pizzico di orgoglio dopo aver raccolto pochi anni fa il testimone dall’ex presidente e amico Massimiliano Cossa, anche un faro di speranza e di inclusione per tanti».
La cooperativa grazie ai negozi dell’usato di Como (via Lenticchia e via Morazzone) e Olgiate Comasco, ai servizi (sgomberi, imbiancature, manutenzioni) e alle stirerie sociali di Vertemate, Olgiate Comasco e Rovellasca dà oggi lavoro a 18 persone di cui 9 soggetti svantaggiati.
«In questo momento – commenta Novati – posso dire che siamo in una fase di consolidamento e espansione. Abbiamo attraversato gli anni di cili del Covid e del post pandemia e riorganizzato l’attività dopo la chiusura, alcuni anni fa, del settore terra. Oggi posso dire che guardiamo con rinnovata speranza al futuro: siamo alla vigilia di una nuova apertura, un nuovo negozio di usato solidale a Rovellasca, che aprirà dopo l’estate e stiamo per inserire alcune nuove persone nell’organico».
Un aspetto chiave nel lavoro sociale svolto dalla Si può fare è rappresentato dalle opportunità di inserimento lavorativo che vengono attivate grazie ai tirocini realizzati direttamente o in dialogo con cooperative di inserimento lavorativo o i servizi sociali dei comuni del territorio. Attualmente sono quattro i tirocinanti che stanno svolgendo il loro lavoro all’interno della cooperativa mentre 15 sono stati quelli coinvolti complessivamente nel 2023.
«Per quattro di loro – precisa Novati – il tirocinio si è concluso con l’assunzione».
La cooperativa può inoltre contare su 60 persone coinvolte tramite l’Associazione Volontari Caritas Como.
Complessivamente nei primi 11 anni di attività le persone complessivamente coinvolte sono state 222 di cui 187 soggetti svantaggiati.
Dalla prospettiva della Si può fare emerge però uno spaccato sociale del territorio comasco lontano dall’immagine da cartolina con cui spesso viene raccontato il lago di Como.
Sono due in particolare i campanelli di allarme che, secondo il presidente Novati, racconterebbero questa crisi: «Il primo è rappresentato dalle crescenti domande di assunzione che riceviamo. Sempre più spesso incontriamo persone, anche di mezza età, che si rivolgono a noi nella speranza di reinventarsi dopo essere uscite dal mondo del lavoro. Il secondo dato è quello delle vendite dell’usato nei nostri negozi: nel 2023 abbiamo registrato un più 20% sul 2022 e questo, ci tengo a dirlo, non è legato tanto alla moda di vestiti vintage o agli acquisti di collezionisti alla ricerca dell’abito o dell’oggetto da riscoprire, ma a tante famiglie che fanno fatica a far quadrare i conti e cercano nei nostri negozi la possibilità di acquistare prodotti di qualità, ma alla portata delle loro tasche».








